L’Italia è un paradiso fiscale: la tassa di successione

Oggi ospito Alessandro Sichieri, promotore finanziario e creatore di FinanzaEfficace.it.

Alessandro ci parla di un argomento poco trattato le successioni.

 

La parola ad Alessandro…

 

Siamo un popolo incredibilmente scaramantico: così come siamo poco avvezzi a sentir parlare di assicurazione, infatti siamo il paese meno assicurato d’europa, allo stesso modo non vogliamo sentir parlare di quando non ci saremo più.

Pensarci ora però può far risparmiare un sacco di soldi. Sopratutto quando si raggiunge una certa età uno dei principali obiettivi è quello di tutelare i propri eredi ed i propri cari.

Quando una persona decede il suo patrimonio viene coinvolto nella cosiddetta successione: il passaggio agli eredi.

Le modalità in cui questo passaggio avviene seguono le volontà del defunto solo se ha redatto il testamento. Solo l’8% degli italiani però fa testamento, con la conseguenza che in caso contrario il passaggio del patrimonio avviene secondo le norme di legge.

 

Fortunatamente siamo tra i paesi in Europa che meglio tutela i diritti degli eredi:

– è prevista una quota di diritto, la così detta legittima per gli eredi diretti con la quale una quota del patrimonio viene destinata per diritto

– le imposte sull’operazione di successione sono irrisorie rispetto agli altri paesi europei.

Come si vede dalla tabella infatti oltre ad avere una aliquota inferiore, 4,6,8 % in base al grado di parentela, l’operazione prevede una franchigia sopra il milione di euro.

La franchigia è quel valore al di sotto del quale nulla è dovuto come imposta.

Per fare un esempio in una famiglia con un patrimonio di 1.200.000 in cui un unico figlio eredita l’intero ammontare, l’imposta colpirà solo la parte eccedente il milione, e verrà applicata l’aliquota del 4%.

200.000/100*4 : 8.000 euro

Per questo l’Italia può essere considerato un paradiso fiscale: lo stesso patrimonio in Francia o Germania avrebbe portato al pagamento di imposte decine di volte superiori.

 

Una condizione così favorevole si deduce possa essere adatta ad un paese con caratteristiche solide ed uno stato di salute ottimo: proprio analizzando questo, considerando gli importanti problemi strutturali dell’Italia, viene da pensare che questa situazione non potrà durare a lungo.

Da tempo la tassa di successione è sotto l’occhio attento dei governi che si sono succeduti, che potrebbero ottenere importanti entrate nell’aumentare l’aliquota o abbassando la franchigia.

Al momento la tassa di successione permette allo Stato di incassare 600 milioni di € l’anno, solo lo 0,04% del PIL. Solamente adeguandoci agli altri paesi si potrebbe arrivare alla cifra di 10 miliardi.

Sicuramente una boccata d’aria per le casse statali, ma un salasso per le famiglie che si vedrebbero costrette a pagare una imposta davvero importante.

Come tutto ciò che riguarda la protezione, l’operazione va pianificata con anticipo.

Analizzare e pianificare quanto patrimonio potrà essere soggetto a tassa di successione può far risparmiare molti soldi in imposte.

Se vuoi analizzare questa situazione puoi contattarmi alla mail finanzaefficace@gmail.com dove potrò spiegarti più nel dettaglio cosa effettivamente implica la tassa di successione. Capiremo poi insieme come cercare di limitare il pagamento di una eventuale imposta.

 

A presto!

Alessandro Sichieri, consulente finanziario.

www.finanzaefficace.it

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